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Tanto sport insieme ai coetanei non disabili

È quello proposto a Bologna dalla Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi, con il progetto annuale "SportAbilità 2.1", basato sull'arrampicata sportiva, il nordic walking (camminata nordica) e il calcio, ove le attività vengono offerte gratuitamente alle famiglie, per venire incontro al "bisogno di fare sport" dei più giovani, nell'ottica dell'integrazione tra persone con disabilità e coetanei "normodotati"

Un giovane con disabilità impegnato in un'attività di arrampicata sportiva, promossa dalla Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi di Bologna

Ha preso il via nel gennaio scorso SportAbilità 2.1, progetto annuale della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi, l'ente filantropico bolognese che persegue finalità di solidarietà sociale, proponendo idee e attività utili a valorizzare l'efficacia dello sport nella promozione del benessere e dell'inclusione sociale, realizzando in particolare iniziative che favoriscono la pratica dello sport dilettantistico da parte di persone con disabilità.

L'iniziativa di quest'anno, dunque, prevede l'avviamento alla pratica dell'arrampicata sportiva, del nordic walking (camminata nordica) e del calcio, di bambini e adolescenti con disabilità, integrati in classi e corsi con coetanei non disabili, con particolare attenzione ai disturbi dello spettro autistico.

Le attività coinvolgono circa 450 partecipanti dai 4 ai 16 anni e vengono realizzate in collaborazione con il Comune di San Lazzaro di Savena (Settore Integrazione Sociale Minori), l'Istituto Comprensivo 3 Lame - Scuola Media Salvo D'Acquisto di Bologna, la Palestra Up Urban Climbing del capoluogo emiliano e l'Associazione Baobab.

"Con questo progetto - spiega Alberto Benchimol, segretario generale della Fondazione - che coinvolge un alto numero di bambini e adolescenti in alcune tra le attività sportive più seguite e versatili dal punto di vista dell'efficacia motoria, educativa e relazionale, vogliamo potenziare l'offerta di sport come strumento di integrazione sociale, mettendo in rete le risorse del territorio. Le attività sono offerte gratuitamente alle famiglie, per venire incontro al "bisogno di fare sport" dei più giovani, nell'ottica dell'integrazione tra persone con disabilità e coetanei "normodotati"».

(S.G.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@fondazioneperlosport.it.